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Maria Angela Grainer – Un’esperienza politica e culturale che non può restare sepolta

Penso che ritrovarci sia importante. Eravamo molto diverse tra noi e, pur in modo non identico, lo siamo ancora: ma sentiamo tutte che la Carta delle donne è stata una grande proposta e una grande esperienza politica e culturale che non vogliamo sia sepolta. Mi piacerebbe che non facessimo una riflessione tutta rivolta al passato ma che partissimo da qui e ora ponendoci dei quesiti, primo fra tutti:

Quanto della nostra carta ha camminato “nonostante noi” tra le donne, nella società nella cultura e nella politica?

Partirei da qui. Ognuna di noi potrà raccontare a partire da sé e da dove è stata in tutti questi anni facendo emergere, se ritiene, le tracce della carta che ha incontrato e/o che ha contribuito a seminare. Poiché penso che ci sia rimasto molto di quell’esperienza e di quelle idee (magari in modo sparpagliato), allora ritrovarci e provare a costruire un nuovo percorso potrebbe essere anche utile in questa fase dove tutto va alla deriva.

Far conoscere alle giovani donne (e anche agli uomini) la nostra esperienza (“siamo donne comuniste…”) può funzionare se ci agganciamo alla vita concreta quotidiana e ai problemi così come li si incontrano oggi. Allora diventa utile riflettere su alcuni aspetti. Ad esempio:

  • perché si è interrotta quell’esperienza? O dobbiamo piuttosto parlare di “fallimento”?
  • la relazione tra donne: l’abbiamo tutte praticata con coerenza e come priorità dentro e fuori il partito? È possibile ritrovarla con la stessa forza propulsiva di allora?
  • la vicenda politica, la crisi (in tutti i suoi aspetti), la morte dei partiti come comunità di donne e uomini, a partire dal nostro, ci ha travolto: è questa la lettura che ne diamo?
  • oppure con “dalle donne la forza delle donne” potevamo almeno continuare, per altre strade magari, a far agire la differenza e la relazione?
  • tra il dentro e il fuori c’è chi ha scelto il dentro, chi il fuori, chi né l’uno nè l’altro: quanto hanno pesato fin dal PCI e durante le fasi successive fino al PD di oggi le correnti di potere organizzate?
  • le donne della Carta potevano essere l’unica corrente non di potere ma di idee e con una pratica politica forte: una carica “eversiva”?

Mi fermo qui. La mia idea è quella di rispondere ovviamente ai quesiti posti e anche a quelli (non tutti magari) posti dagli altri interventi, e di raccontare alcune esperienze che ancora vivono e che ho contribuito a costruire. Lo farò se ovviamente la nostra discussione comprenderà anche questo “scandagliare” la fase che ha seguito la pubblicazione della Carta.

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